La Storia
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Cenni Storici su costa di Trex
Loc. Costa di Trex, 7 - 06081 Assisi (PG)
Non sono molti i documenti storici sulle origini e sui trascorsi di questo centro abitato, che, come si può dedurre da alcuni reperti archeologici ivi rinvenuti sono antichissime. Di certo è noto che, in epoca di dominazione romana, la valle che ospita ora S. M. degli Angeli e Bastia era inospitale perché paludosa e insalubre, e la ricchezza di Assisi in termini di acqua e di prodotti dell'agricoltura proveniva proprio dalla zona della montagna, non a caso tutto il territorio del Monte Subasio era stato consacrato ad alcune divinità. Testimonianze romane e longobarde, queste ultime rintracciabili soprattutto nei toponimi menzionati nei catasti d'archivio e sopravvissuti fino ad oggi nella memoria orale, avvalorano le antiche origine del centro abitati di Costa di Trex.
Nella “Vita Nova di S. Francesco” di Arnaldo Fortini si trova qualche informazione “storica” su Costa di Trex. Cenni sui territori che circondavano la città di Assisi si trovano nel documento di Todi del 763 d.C. laddove si cita il Comitatus Asisinatum. I confini vengono tracciati nel diploma di Federico Barbarossa (21 novembre 1160) che, integrato con la Bolla di Innocenzo III del 1198, consente di ricostruire nel dettaglio la circoscrizione del Comune di Assisi.
Secondo il censimento dei focolari del 1232, tutto il contado di Assisi risultava diviso in 50 balie, e i focolari erano in tutto 2255.
La più antica attestazione del toponimo risale ad una bolla, datata 8 marzo 1217, con la quale Papa Onorio III, sanzionando e confermando l'arbitrato dei cardinali Ugolino e Cincio in una questione sorta tra i canonici della cattedrale di S. Rufino di Assisi e il vescovo della città, Guido II, riconosce a quest'ultimo tutti i diritti su varie chiese della diocesi, tra cui figura anche quella intitolata Sanctus Iohannes de Trecaso . Il censimento dei focolari assegna a questa balia 60 focolari. Un numero considerevole di abitanti popolava quindi le Tre Casci , o Costa delle Tre Case , a circa 600 m. l. m. m. sul versante esposto a Nord del monte Subasio. Nel censimento del Comune di Assisi del 1232 questo territorio compare come Balia Coste Trecasci , nel 1244 in una bolla di Papa Innocenzo IV viene citata la cappelam Sancte Marie de Tricaso.
Dal catasto del 1354 risultano assegnate a questa balia le chiese di S. Stefano (detta anche S. Stefano di Perlici) che negli anni 1333-34 paga la decima di 5 libbre e 12 soldi, di S. Andrea, di S. Maria (detta nel 1244 S. Maria de Tricasu e posta fra le chiese dipendenti da S. Benedetto), la chiesa di S. Cristoforo 8nel 1317 posta fra le Chiese dipendenti da S. Rufino), la chiesa di S. Lorenzo e quella di S. Ansovino. Tra le chiese dipendenti da S. Rufino compare anche, come sopra citato, la chiesa dedicata a Sanctus Iohannes de Trecaso. E non è un caso che a Costa di Trex sia ancora viva la tradizione di festeggiare la festa di San Giovanni, il 24 giugno, con le abluzioni fatte con l' acqua dei fiori , acqua profumata, preparata la sera del 23 giugno con almeno 100 specie di fiori ed erbe, e lasciata all'aperto per tutta la notte.
Nella Balia di Costa di Trex il catasto del 1354 pone poi l' Ospedale dell'Acqua Viva , la cui chiesa, nel 1217, dipende da San Rufino. Nel 1230 compare anche uno “sbandito” dalla Balia di Costa delle Tre Case, definito come “Matteo serviens hospitalis acquavive”. Nel catasto del 1354 si ritrovano inoltre i vocaboli S. Laurentii , Sancti Stefani , Ferse , Cereti , Morcelli , ed altri toponimi ancora vivi nella memoria e nel linguaggio della gente del posto. Anche il Sanguinone (la denominazione Sanguinone compare in un atto dell'Archivio della Cattedrale del 1128, in cui si dice in proposito “sovra Saveone”) è tra questi: si tratta della sorgente che fornisce l'acqua a tutta la frazione, mentre in una epoca ancora imprecisata ma antichissima, forniva l'acqua alla città di Assisi, alla Fabbrica di S. Francesco prima, alla Basilica e all'annesso Sacro Convento poi. Da un atto di locazione del 21 marzo 1304 si ha notizia di un acquedotto che si costruisce in Costa Trecasii e al quale si riferisce anche un atto di 2 anni dopo nel quale si tratta de aqueductu comunis qui fit in Costa Trecasi . I resti dell'antico acquedotto lungo oltre 9 km, ancora oggi ricordato dagli abitanti comeAcquedotto di Frate Elia, si rinvengono tuttora nei terreni di Costa di Trex e lungo la strada provinciale 249 che da Costa di Trex porta ad Assisi, ben visibili, immobili e quasi immutati nel tempo, oggetto di studi storici non ancora definitivamente compiuti per ricostruire le vicende di una grandiosa opera di ingegneria idraulica.
Stefania Proietti
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